7 motivazioni PRATICHE ed ECONOMICHE per preferire ancora i libri cartacei agli e-book

Ho un amico, fanatico dell’hardware, che vuole convincermi a ogni costo di comprare un e-reader. È convinto che nel giro di una generazione i libri cartacei saranno del tutto estinti, e quando ne parliamo, gli si dipinge in faccia quel sorrisetto da infallibile profeta biblico… il sorrisetto dei fratelli Lumière quando dichiararono morto il teatro alla presentazione del loro cinematografo; il sorrisetto di John Logie Baird quando condannò il cinema mentre montava il primo televisore; il sorrisetto di Jawed Karim che derideva la televisione caricando il primo video su YouTube.

L’amico mio non fa che elencarmi i vantaggi di avere un e-reader fino a nausearmi; e a nulla serve ripetergli che io preferisco i libri di carta, perché mi deride. Così, l’ultima volta ho dovuto prendere un bel respiro, e mantenere la calma, e annientarlo.

Ecco dunque le sette argomentazioni contro il cartaceo tipiche del mio amico malato di tecnologia, e altrettanti argomenti che l’hanno spento come un tablet, senza citare il “profumo dei libri”. No, sul serio, ragazzi, quello dell’aroma dei libri appena stampati a me pare una sciocchezza: i motivi per cui ritengo superiori i libri cartacei sugli e-book sono PRATICI ed ECONOMICI.

 

Caro Filologo – dice l’amico – quando viaggio è fantastico: posso portarmi dietro migliaia di libri!

Anch’io viaggio spesso, ma a cosa mi servono mille libri per un viaggio in treno? Se vado in vacanza, si spera che abbia anche altro da fare, a parte leggere. A me ne bastano due, di libri, che posso portare in una borsa a tracolla.

Sì, va bene, però un e-book lo puoi leggere anche al buio o in acqua.

Se è buio, dormo, e se sono in acqua, forse ci sono entrato per nuotare. Per quanto ami leggere, evito di farlo quando ho poca luce o sto facendo altro. Certo, illuminazione e impermeabilità sono bei vantaggi, ma per come leggo io basta il cartaceo.

Ecco, la carta! Parliamo della carta. Tra stampa e distribuzione, i libri cartacei costano troppo.

Un libro è un oggetto d’arte; alcuni costano anche trenta euro perché sono opere d’arte. Se poi vuoi risparmiare, aspetta l’edizione in economica o fai un giro ai mercatini dell’usato. Se gli appassionati sborsano uno stipendio per un piatto di brasato al ristorante di Cracco, permetti ai cultori di comprare il nuovo thriller di Carrisi, e di conservarlo in libreria.

Certo, pubblichiamo i soliti noti! Con gli e-book, invece, la pubblicazione diventa democratica, mio caro!

Non dovrebbe essere la Democrazia alla base dell’Editoria, ma l’Economia, perché gli editori investono soldi. Lo so, brutto da sentire – specie se a dirlo è un insegnante – ma è così. E il denaro non è l’unica cosa che si investe: un lettore investe del tempo, e io, che sono lettore, voglio spendere le mie ore libere per contenuti di valore. Tutti possono provare, ma il traguardo della pubblicazione lo decidono gli editori e il pubblico.

Parli tu che hai aperto un blog!

Certo: internet è uno strumento, non un nemico.

Non ti sembra un po’ ipocrita parlare di pubblicazione meritoria, e poi pubblicare su internet?

Prima cosa, non vendo e-book, e seconda, come ho detto, ognuno è libero di provarci. Questo blog è la mia palestra, e i lettori sono liberi di venire senza pagare. Se pubblicherò (di nuovo) un romanzo, questa volta voglio essere sicuro di avere spalle robuste. Ci vogliono sangue e sudore e lacrime prima di vedere un libro col proprio nome.

Ah, certo! E così, secondo il tuo ragionamento, i libri degli youtubers sono pubblicazioni meritate!

Sì, lo sono, perché si riassumono in questa frase: “batti il ferro finché è caldo”. Amico mio, i fenomeni social e gli youtubers sono – appunto – fenomeni, e durano un lampo; lascia che gli editori mungano queste mucche fino a seccarle, almeno finché hanno abbastanza latte. La Letteratura è altra, ma l’Editoria è pur sempre mercato, e i libri sono prodotti.

Be’, non è che per pubblicare il libro dell’ultimo simpaticone di YouTube mi distruggi l’Amazzonia!

Esagerato! Che la carta venga male utilizzata lo dico anche io, vedi le campagne elettorali; però alla foresta amazzonica fa più male un Big Mac che un libro della Mondadori; e poi possiamo ottenere carta da stampa anche dalla canapa, che ha una resa annuale e la cui polpa è già bianca e non necessita di procedimenti chimici per sbiancarla.

Ma almeno pensa agli alberi che tagliano! Gli e-book sono molto più ecologici dei libri.

Tu dici? Dimmi, hai mai sentito parlare del coltan? No? Strano! Un tecnofilo come te… è un minerale necessario per fabbricare telefonini e pc, e credo anche il tuo e-reader. Serve a ottimizzare le batterie: senza coltan, il tuo e-book si spegnere dopo qualche pagina. L’intero Congo poggia su una miniera di coltan, e devastano intere riserve naturali per estrarlo, e certi gruppi paramilitari lo scambiano con le armi, per fomentare le loro guerre civili. Disastri ambientali e guerre civili causano povertà e carestia, e queste provocano immigrazione di massa: pensaci, la prossima volta che metterai “like” a post della serie “aiutiamoli a casa loro”.

Oh, ma dài! Ora ti metti a fare l’anti-capitalista terzomondista buonista anche tu? Mi sorprendi.

Hai iniziato tu a fare l’ecologista. Mi sono documentato: guarda qui, qui, qui e qui.

Senti, gli e-book vendono meglio perché si distribuiscono subito. È un vantaggio per gli editori.

E per i pirati… certo, esistono le fotocopie, ma apprezzeresti romanzi impaginati come dispense universitarie? E poi, ogni libro fisico venduto porta denaro non solo all’editore e al suo autore, ma anche al tipografo, e al distributore, e infine al libraio: tutte persone che lavorano. Compra un libro e contribuirai al mantenimento di decine di famiglie; più libri, più Economia. Risparmiare qualche spicciolo per un romanzo sembra economico, ma è meglio quando facciamo circolare denaro.

Amico, gli e-book sono il futuro! Voi topi di biblioteca non potete fermare la Tecnologia.

Guarda che, a modo loro, anche i libri di carta sono un frutto della Tecnologia. Intrecciare insieme fibre di papiro? Tecnologia egiziana. Sbiancare pelli animali per farne pergamene? Tecnologia ellenistica. Far macerare gli stracci per la carta? Tecnologia cinese. Il torchio di Gutenberg? Tecnologia rinascimentale. La Tecnologia è nata ben prima degli aggeggi con cui ti friggi i nervi ottici. D’accordo, i libri saranno tecnologia vecchio stile, eppure possediamo volumi vecchi di secoli ancora “funzionanti”, perché certi papiri hanno resistito millenni nell’umido delle paludi nilotiche e nei deserti della Cirenaica. Tu seppellisci l’e-reader, e vediamo se anche lui resiste per cinquecento anni sotto la sabbia.

Arrivati qui, il fanatico degli e-book punta il dito e dichiara: «Tu odî il Progresso!». In realtà penso solo che ognuno sia libero di scegliere tra libri veri o virtuali. Magari tra due o tre generazioni leggeranno davvero solo e-book, ma noi saremo già morti. Come per ogni cosa, sarà questione di mercato: i consumatori sceglieranno, i venditori si adegueranno.

E tuttavia sarà un gran brutto giorno quando delegheremo all’inaffidabile silicio tutto il nostro Pensiero.

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