Contrappassi: I Lussuriosi, o la bufera di farfalle nello stomaco

Come si muore d’amore

Lorenzo e Mara hanno rotto da circa cinque mesi, ma lui è ancora convinto di riconquistarla. Lorenzo lavora come speaker in una radio locale, e ha la stima dei colleghi e del capo, ed è il ragazzo d’oro che tutti vorrebbero in comitiva. Ha davanti un brillante futuro, magari in una redazione radiofonica nazionale. Invece Mara studia per diventare pediatra, e si mantiene lavorando come barista in un centro commerciale, e anche lei gode di stima di parenti e amici, e della simpatia dei clienti.

I due facevano una bella coppia, ma dopo tre anni e mezzo di fidanzamento, Mara ha cominciato a provare indifferenza verso Lorenzo, e ha deciso di lasciarlo: è stato come se, a un certo punto, Lorenzo avesse smesso di sorprenderla. È stato come se le celeberrime farfalle nello stomaco si fossero suicidate in massa, e così Mara lo ha lasciato.

Nello stomaco di Lorenzo, però, le farfalle ci sono ancora, e fanno l’inferno ogni volta che lui rivede le vecchie foto su Facebook. A lavoro ha perso la sua verve, e il caporedattore lo ha spostato dal programma d’intrattenimento mattutino al radiogiornale. Gli amici esasperati hanno smesso di consolarlo, e lui è diventato scontroso e piagnone. In poco tempo ha allontanato tutti, e sempre più solo, ha cominciato a meditare su come riconquistare Mara. All’inizio le ha mandato foto di loro due quando erano felici, e messaggi strappalacrime; poi lei lo ha bloccato da ogni tipo di social, e lui è passato a piantonare casa per settimane; poi il padre di Mara è sceso in strada e lo ha minacciato di botte e denunce.

È andata a finire che Mara si è rifidanzata; così un giorno Lorenzo si è procurato una pistola e si è recato al bar nel centro commerciale, ed è andato alla cassa; e Mara ha alzato gli occhi dallo schermo. «Cosa prende?» gli ha chiesto, e l’attimo dopo lo ha riconosciuto, e l’attimo dopo ancora un proiettile le ha perforato lo stomaco.

È bastato quell’attimo a privare il mondo di un piacevole intrattenitore radiofonico e di una pediatra appassionata, il primo in galera, la seconda al cimitero: spazzati via, travolti da una bufera infernal che mai non resta.

I Lussuriosi dannati nella Commedia

In latino, luxuriosus deriva da luxus, che significa “lascivia” o “lusso”, ma anche “eccesso”. I Lussuriosi eccedono nell’amare, se si crede nell’Amore. Dopo i dannati del Limbo (che tralascio, perché non considero il paganesimo un vizio) Dante e Virgilio entrano nel II Cerchio dell’Inferno (Inferno, V). Qui incontrano prima Minosse, il mitologico re di Creta che ricopre il ruolo di giudice infernale (come succedeva anche nell’Eneide) e guardiano del Cerchio, e poi osservano i Lussuriosi.

Il contrappasso che tormenta i Lussuriosi consiste in una bufera eterna, che mena i dannati di qua, di là, di giù, di su. Le anime svolazzano solitarie, in contrasto alla loro condotta di vita (insomma, certe cose si fanno almeno in due), tranne in un caso, di cui parlerò tra poco.

Virgilio indica diversi personaggi celebri della Storia e della Mitologia, tutti accomunati dal fatto che morirono (nelle versioni conosciute da Dante) per aver amato troppo: Semiramide, regina di Babilonia; Didone, fondatrice di Cartagine nonché personaggio virgiliano; Cleopatra, l’ultima dei faraoni; e poi ancora Elena di Troia, e Achille e Paride, e il cavalleresco Tristano. E poi ci sono loro: Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, gli unici che penano in coppia.

Leggiamo il contrappasso

Forse ricorderai la storia di Minosse, la cui sposa Pasifae – accecata da una lussuria bestiale – riuscì ad accoppiarsi con un toro divino. Dall’unione animalesca nacque il Minotauro, cioè un abominio. Dante sceglie Minosse come guardiano del Cerchio dei Lussuriosi perché rappresenta l’Ideale tradito del Matrimonio; pare infatti che i coniugi traditi si dicano cornuti in ricordo della sua sventura. Il concetto di Matrimonio non esiste in Natura: lo ha inventato l’Uomo per giustificare l’unione sessuale tra maschi e femmine e regolare il passaggio di eredità dai padri ai figli legittimi. E da un ideale tradito – secondo Dante – possono derivare solo abomini come il Minotauro.

La bufera infernale che travolge i Lussuriosi può essere letta in due modi differenti: dal punto di vista soggettivo, essa è l’allegoria della sensazione che comunemente definiamo “farfalle nello stomaco”, cioè quel formicolio delle interiora che tanto ci piace sentire: in realtà altro non è stress emotivo. In breve, il nostro sistema nervoso legge “l’innamoramento” come una sensazione di pericolo, e fa rilasciare adrenalina nell’organismo, come a prepararlo a una lotta o a una fuga, o all’atto sessuale stesso.

Da un punto di vista oggettivo, invece, la bufera potrebbe rappresentare il cambiamento e le conseguenze cui si va incontro quando ci si innamora, o peggio, quando si finisce preda della Lussuria fine a sé stessa, e non si ha più controllo di se stessi.

Sesso privato e vita pubblica

Semiramide (personaggio semileggendario identificata con una regina babilonese del IX secolo a.C.) nel Medioevo era famigerata per aver avuto una relazione incestuosa con il figlio Nynias, e aveva reso “normale” tale condotta imponendola per legge ai sudditi. E secondo una certa tradizione, fu uccisa proprio da suo figlio.

Didone era la fondatrice e regina amatissima di Cartagine. Già vedova del fenicio Sicheo, ne offese la memoria innamorandosi di Enea. E quando questi ripartì per compiere la propria missione, lei si suicidò augurando odio eterno tra i suoi discendenti e quelli dell’amato (un imbellettamento che i Romani usavano per giustificare le Guerre Puniche).

Sulla vicenda di Elena di Troia si basa l’Occidente stesso: per volere di Afrodite, la regina di Sparta e donna più bella del mondo si innamora del troiano Paride, e scappa con lui a Troia, scatenando la guerra decennale coi Greci, provocando così la caduta di una nobile civiltà.

E a differenza delle altre, Cleopatra (69-30 a.C.) è un personaggio storico, ed è considerata una delle più abili seduttrici della Storia: conquistò prima Giulio Cesare – grazie al quale ottenne il trono d’Egitto – e poi Marco Antonio, che sposò, ma il loro matrimonio fu il pretesto (abilmente sfruttato) con cui Ottaviano mosse – vincendola – guerra all’Egitto, che divenne provincia romana. Sconfitti, Antonio e Cleopatra si suicidarono, lei facendosi mordere dall’aspide.

Le quattro sfortunate regine sono l’allegoria dello Statista che manda in rovina il popolo a causa di una debolezza umana. Uno Statista degno di questo nome sposa un ideale più grande della sua stessa umanità, e cioè il Buon Governo, ma in alcuni casi una piccola debolezza umana, come la lussuria, può costare a lui e all’intero popolo la felicità, quando non proprio la libertà.

Mi torna alla mente il sempre più lontano 2010, quando esplosero gli scandali Rubygate e dei bunga-bunga, i presunti baccanali a base di natiche femminili che Berlusconi organizzava in casa propria, ripagando le partecipanti con regalie e nomine in politica. Il martellamento mediatico durò fino a quando Berlusconi – ormai zimbello mondiale (e noi con lui) – non si dimise.

So di rischiare una polemica sterile citando il caso Ruby, ma non ne faccio una questione politica; è un episodio troppo succoso per rimarcare ciò che Dante afferma nel Canto V: se basta infilare una prostituta nel letto del Capo per ottenere un favore – l’entrata in guerra, per esempio, o l’installazione di una discarica di rifiuti tossici – a sentire bruciore saranno in due, la prostituta e il popolo.

In modo analogo, i tre “cavalieri” che Virgilio indica a Dante erano destinati a fare grandi cose, ma hanno perso tutto a causa di un piacere carnale: Achille era il migliore tra i Greci e perì in una trappola organizzata sfruttando il suo amore per Polissena, principessa di Troia (Dante ignorava la versione che vuole Achille colpito al tallone da una freccia di Paride) e lo stesso Paride, principe di Troia che portò alla rovina il proprio regno, e Tristano, valoroso cavaliere che morì a causa dell’amore proibito con Isotta. Uomini stimati per il loro ruolo, caduti in disgrazia per un momento di debolezza.

Certo, per Harvey Weinstein non è stato solo uno, il momento di debolezza, visto che ad accusarlo di molestie sessuali sono state ottanta donne, delle quali quattordici affermano di essere state stuprate. E cosa ha ottenuto Harvey Weinstein da questa condotta? La Weinstein Company – società che aveva fondato – prima lo licenzia e poi chiude i battenti (mandando in strada chissà quanti dipendenti); la Academy lo ha cacciato e lui ha perso ogni prestigio, a Hollywood e nel mondo. Adesso è solo, schifato da tutti, sotto processo: l’Harvey Weinstein che regnava sul paradiso patinato di Hollywood ora è prigioniero di un inferno che si è costruito da solo.

Ecco perché Platone immaginava che i re-filosofi e i guerrieri della sua Repubblica dovessero mantenere il celibato: non sono soggetti a una debolezza potenzialmente letale, per loro e per lo Stato. Se dovessimo dare ascolto a Platone, insomma, tutti coloro che si pongono di portare avanti un ideale, sia esso politico come per Berlusconi, o di business come per Weinstein, dovrebbero rinunciare alla propria umanità, e quindi al sesso.

Paolo e Francesca: attenti a ciò che scrivete

E poi ci sono loro: Paolo Malatesta detto il Bello (1246-1285) e Francesca da Polenta (1259-1285). Se fosse successa oggi, la loro storia avrebbe riempito i palinsesti del lato più morboso della televisione italiana.

Oltre a rimarcare il tema della debolezza carnale che porta alla disgrazia (Dante aveva conosciuto Paolo e lo riteneva un ottimo politico) il Sommo mette in guardia gli artisti che scatenano l’Amore, cosa che lui stesso faceva con le poesie stilnoviste, o come fa il mio amico disegnatore Marty.

I veri artisti hanno il grande potere di suscitare delle emozioni, di qualunque tipo, ma ciò comporta anche una grande responsabilità: accendere il desiderio sessuale in una persona può avere degli effetti inaspettati. So di tante ragazze che hanno lasciato i fidanzati dopo aver letto 50 Sfumature perché cercavano il loro Christian Grey (anche se forse in questi casi l’Idiozia poté più della Lussuria). Galeotto fu il libro e chi lo scrisse, dice Francesca – se con rabbia o con rassegnazione dipende da te che leggi – e Dante sviene subito dopo: sviene di vergogna.

Questo non vale solo per l’Amore: pensa ai “giornalisti” che fomentano la Rabbia verso il diverso, o a certi scienziati che alimentano la Paura demonizzando questa o quella sostanza, o ai tanti politici che si prendono gioco della Speranza di chi li vota.

Amore e Rabbia e Paura e Speranza, e molte altre, sono emozioni forti che possono prendere il sopravvento su di noi e farci compiere azioni sconsiderate, e sono tanti i galeotti che sanno come suscitarle in noi.

È così brutto essere lussuriosi?

Secondo Schopenhauer l’Amore è solo sesso; è un trucco della Natura per rendere piacevole la riproduzione della Vita, e quindi il perpetrarsi della sofferenza, perché vivere è soffrire. A differenza degli altri primati, l’Uomo ha creato l’Ideale dell’Amore per dare nobiltà a un istinto altrimenti basso, brutale e insensato. Per Schopenhauer, l’unico Amore possibile è quello filantropico e universale.

Certo, oltre a questo Schopenhauer era un fine conoscitore di ogni prostituta da Danzica a Francoforte. E Platone dormiva tra la moglie e l’amante (maschio). Nessuno, nemmeno un filosofo, è immune ai richiami della carne, ma siamo liberi di scegliere, anche se ciò costa sacrifici o sofferenze.

Siamo esseri umani, in costante contrasto tra Ragione e Istinti, tra Cielo e Terra, tra Aquila e Serpente, tra Apollo e Dioniso. Sta a ognuno di noi scegliere se ingoiare l’insetticida e ammazzare le farfalle, o se lasciarle libere di divorarci dall’interno fino alle ossa; e Dante non fa il moralista, anche se così può sembrare: Dante è l’amico più esperto che ci mette in guardia da noi stessi.

E come dice Marco, uno degli amici più cari e saggi che ho, “guerriero sì, ma coglione no”.

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